Taipei come Berlino?
Se il cinema lesbico è governato dallo strapotere statunitense - che ormai
con i serial tv hanno costruito un linguaggio lesbico globalizzato, dall'Italia all'Arabia Saudita basta nominare L Word e sapere chi ti sta di fronte - all'orizzonte c'è qualcosa di nuovo.
Il cinema orientale, ma specialmente i paesi più vicini all'Occidente come il
Giappone e Taiwan, propongono ogni anno film lesbici con temi e sfumature particolari. Se la tematica Butch-Femme o quella che nominiamo come "scambi di
genere" risulta molto potente, anche i legami d'amore fra donne di età diversa occupano un posto di rilievo e vengono declinati in modo del tutto
diverso dai modelli occidentali. I film sono di solito un po' più lenti, con una grande attenzione alla fotografia e alla bellezza delle scene e delle attrici.
Se Berlino è stata per anni la "vetrina dell'Occidente" negli anni della guerra fredda, godendo perciò di una libertà cretiva molto più alta di quella che si viveva nelle altre capitali d'Occidente, possiamo pensare che a
Taipei, capitale della piccola Taiwan, ultimo baluardo davanti alla potenza
cinese, si goda di una libertà inusuale, almeno contando la qualità e la
quantità dei film lesbici in concorso nei maggiori Fesival
internazionali. Piera Zani |