| di Antonia Cassoli
La segretaria di una scuola superiore, giunta alla mezza età e sposata con un insegnante, si interroga sull’amore e la felicità della vita di coppia con sentimenti disillusi, preoccupandosi anche per la figlia che sta avendo le sue prime esperienze.
Nella stessa scuola l’insegnante di matematica e allenatrice della squadra di basket femminile, invece, è single e non ha mai conosciuto l’amore.
Quasi per caso, per gioco, tra le due donne nasce una passione travolgente che farà scoprire ad entrambe il vero amore. La loro relazione però viene ben presto scoperta nella scuola e le due donne dovranno affrontare non pochi problemi.
La nascita dell’amore tra le due donne è rappresentata in maniera molto dolce e delicata; come un gioco scoperto per caso, ad un’età in cui si ha finito di giocare da tempo. C’è una buona sceneggiatura ed il sesso viene rappresentato in modo originale, ma il film non è completamente riuscito e forse pecca un po’ troppo di ottimismo. Vengono affrontati vari problemi da diversi punti di vista (le differenti reazioni dei figli, il licenziamento dal lavoro, il punto di vista del marito lasciato, le paure dei genitori degli studenti, la derisione dei ragazzi e la vergogna nella figlia adolescente, la scoperta dell’amore nella mezza età e la scoperta di un amore insolito, il tema dell’omosessualità affrontato poco e male a scuola) ma nessuno viene approfondito fino in fondo.
L’epilogo finale è molto affrettato ma in compenso ci regala una paragone tra l’algebra e la vita (ovvero: come capire se qualcosa è giusto o sbagliato attraverso le informazioni che abbiamo) e un frase d’effetto (“Finalmente è arrivato un amore che mi porterebbe più vergogna tenere nascosto piuttosto che rivelarlo al tutto il mondo”) della serie ‘e vissero tutti\e felici e contenti\e’.
|