Ho finalmente visto boys don't cry : certe scene un pugno nello stomaco ma il film mi e' piaciuto. Dopo la commozione una raffica di domande inquietanti, come sempre di fronte a una violenza apparentemente assurda. Ho pensato a quanto può essere sottile il confine tra il sentirsi in un corpo sbagliato e tra essere nel corpo giusto senza riuscire ad esprimere la propria omosessualità. La violenza di questi maschi che scoprono usurpato il proprio ruolo da una donna che finge di essere un maschio ma che "non ce l'ha" e nonostante questo viene preferita come amante. E qui per me l'aggancio al capitolo di "corpi che contano" della Butler sul fallo lesbico +"sull'averlo" ovviamente in senso figurato e sulla tensione erotica che si genera da questo scarto. E ancora la rabbia irrefrenabile maschile che sfocia nello stupro quasi a voler riaffermare almeno in questo, una supremazia che appare minata nel gioco del desiderio. Ma anche la figura bellissima di Lana: questa ragazza che fino alla fine resta vicina a Teena-Brandon anche dopo aver scoperto la sua vera identita' in un rapporto di amore-accettazione-autorizzazione per cui riesce a rimettere Teena in comunicazione con il proprio corpo femminile prima sempre negato come ostacolo all'affermazione del proprio desiderio. Era certo piu' facile entrare in un bar da maschio e rimorchiare senza difficolta' anche se poi... Emblematica secondo me la scena in cui Teena dopo aver fatto l'amore finalmente nuda con Lana che le dice: "voglio che tu senta quello che sento io", sotto la doccia tocca il proprio corpo, i fianchi, come fosse la prima volta... Mi venivano in mente alcune donne lesbiche che ho conosciuto e raccontavano di fare sesso con delle etero senza spogliarsi senza farsi toccare... Ma piu'di tutto una ragazza diventata Andrea: una storia vera da lei raccontata e trasmessa anni fa su rai 3. Il suo ambiente alto borghese, i suoi amici maschi, lei che cuccava meglio di loro ma..., la madre intervistata :mia figlia non poteva essere una di quelle, lei che confusa non sa dove sbattere la testa. A distanza di anni parlando con una donna di Roma ho scoperto che si era rivolta a loro, ma davanti all'insistenza delle mie domande mi e' stato risposto con fastidio: "ma si' ci ha creato un sacco di casini". Quando infine ha deciso per l'operazione hanno tutti tirato un sospiro di sollievo: la natura aveva fatto uno scherzo, come lei stessa diceva, dandole un'anima maschile in un corpo femminile, ma la scienza umana ha una soluzione normalizzante per tutto. Delle magnifiche sorti e progressive. Patrizia Colosio
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