Prendete quattro amiche sulla trenta-quarantina, professionalmente affermate, in cerca d'amore o in fuga da esso; unite vestiti firmati, quattro case moderne con grandi finestre ed arredi sofisticati; aggiungete un pizzico di preoccupazioni lavorative, scorci metropolitani, cellulari e portatili all'avanguardia; mescolate il tutto. Cosa credete che uscirà fuori, Sex and the city? Sbagliato. Con gli stessi ingredienti, ma su suolo britannico, nel 2007/2008 si ottiene "Mistresses", mini-serie in sei episodi trasmessa a gennaio ed ora disponibile in dvd. Di stampo chiaramente anglosassone ("meno glamour più sostanza", si potrebbe dire), Mistresses vanta un cast molto solido ed un'ottima sceneggiatura, che distribuisce in modo equilibrato il tempo scenico tra le quattro protagoniste: Siobhan (Orla Brady), promettente avvocato alla ricerca di un figlio ed alle prese con la sterilità del marito Hari; Trudi (Sharon Small), vedova dall'11 settembre 2001, che dopo la morte del marito riceve telefonate anonime, è convinta che sia lui a chiamare e per questo non riesce a lasciarsi andare a nuove storie d'amore; Katie (Sarah Parish), medico, implicata in una relazione amorosa con un suo paziente ora defunto e poi intensamente attratta anche dal figlio di lui; e Jennifer (Shelley Conn, già protagonista di Nina's Heavenly Delights), giovane, seducente ed amante del sesso senza legami... almeno finché sulla scena non irrompe Alex, affermata fotografa in procinto di sposare la sua compagna, che scuoterà - e non di poco - ogni sua certezza in fatto di amore e sesso. Trasmesso da BBC One con buon successo di pubblico e critica, Mistresses è un esempio di fiction intelligente e coerente, basato su quattro linee narrative molto forti che lasciano poco spazio alla superficialità o all'approssimazione: ne sia prova il processo che coinvolge Jennifer, che subisce un capovolgimento di 360 gradi nell'arco della narrazione. La sua presa di coscienza, non tanto di un lesbismo latente quanto più del suo essere per la prima volta innamorata di qualcuno che, incidentalmente, è una donna, viene mostrata in modo completo e senza mai scadere nell'ovvio o nella banalità. Lo stesso trattamento viene riservato alle altre tre protagoniste, accompagnate in ogni loro mossa da un'ottima colonna sonora (che spazia da Regina Spektor ai Sigur Ròs) e da un sapiente uso della fotografia di scena. Se Sex and the City era una commedia ironica, Mistresses è molto più orientato verso il genere drammatico, pur non lesinando momenti divertenti e leggeri. La speranza, da queste parti, è di vedere presto la seconda stagione: quando un prodotto è di tale qualità ed intensità, non si può fare altro che volerne dell'altro. E poi le protagoniste sono tutte e quattro bellissime - il che non guasta mai! Fiorenza Dossetto |